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Hotel storico a Arezzo | Badia di Campoleone

L’hotel Badia di Campoleone di Arezzo sorge in un territorio un tempo percorso dalle acque del fiume Arno, che ritiratesi lasciarono una lingua di terra ai lati della quale, forse durante la dominazione longobarda, furono costruiti due castelli, Castelluccio e Castellaccio. Grazie alla sua posizione inespugnabile, questa zona venne chiamata campus leonis, cioè il campo del Leone, trasformato poi in Campoleone.

Secondo la leggenda, l’origine dell’Abbazia di Campoleone nasce dal pentimento del conte Ugo, marchese di Toscana, per una vita dissoluta e lussuriosa, sembra infatti che il Conte in una visione onirica riconoscendosi destinato alla dannazione eterna per il terrore provato, approdò al pentimento ed alla redenzione, e confessando i suoi peccati di fronte al Cardinale arcivescovo di Ravenna e al vescovo di Firenze, decise di dedicarsi alla fondazione ed alla costruzione di alcune abbazie:
le carte riportano in quel periodo e per volontà del Marchese Ugo di Toscana la fondazione delle Abbazie di Buonsollazzo, Settimo di Firenze, Città di Castello, Verruca presso Lucca, Trasimeno e Campoleone.

Oltre la leggenda restano testimonianze storiche e motivazioni strategiche e di potere ; l`abbazia di Campoleone fu iniziata da Ugo nel 972 allo scopo di organizzare il patrimonio imperiale nel territorio attorno alla città di Arezzo. Nel 988 Campoleone era già abbazia mentre il privilegio imperiale, relativo alla sua fondazione, venne dato più tardi, il 13 dicembre 997. Dopo la sua fondazione, il vescovo Elemperto affidò l’abbazia ad alcuni monaci benedettini, fuggiti da Montecassino, i quali dedicarono il monastero a S. Gennaro, vescovo di Benevento, il più popolare santo della Campania, di cui forse, a Campoleone, fu anche trasportata una reliquia.

Il conte Ugo aveva dotato Campoleone di ben 6 castelli, 7 ville, 24 corti e alcuni mulini sull’Arno e sul Tevere. La sua chiesa, dedicata a S. Saturnino, custodì notevoli tesori e opere d’arte, diventando in breve tempo una ricca e importante abbazia, una tra le potenze feudatarie più notevoli della Toscana. Fonti storiche testimoniano che il castello di epoca longobarda, localizzato dove oggi si trova “Chiuso” ( attuale giardino della piscina) e l’abbazia erano vicinissimi, ( l’Abbazia è oggi l’hotel Badia di Campoleone, a pochi km da Arezzo).

I privilegi e le proprietà dell’abbazia, tanto fu grande il suo potere che, vennero poi riconosciute e confermate da Federico I detto Barbarossa nel 1161.

Dalla fine del 1100 iniziò un periodo di decadenza, segnato dalla distruzione del monastero di S. Flora, roccaforte del feudalesimo monastico dell’aretino, e dalla perdita di numerose proprietà. Il governo dei Consoli fu sostituito da quello dei Podestà, ma nel 1214 le milizie aretine assediarono e distrussero il castello di Campoleone, costringendo I’abate a cedere al Comune tutti i castelli e le terre sotto alla sua giurisdizione. La lotta tra il podestà e l’abate venne sistemata con un atto in cui al primo spettava il castello di Campoleone con tutte le sue pertinenze, le rendite dell’abbazia, le case e i frutti delle terre e delle vigne, mentre all’ abate rimasero soltanto il monastero di S. Gennaro e il cimitero annesso. Nonostante l’accordo, gli aretini cercavano di usurpare le proprietà ecclesiastiche, fino al 1236, anno in cui fu stabilito il risarcimento dei danni provocati ai monaci di Campoleone.

L’abbazia continuò ad esistere fino alla metà del XV secolo come comunità di monaci, dopodiché Niccolò V la trasformò in una Commenda per i diritti e i beni che erano rimasti. Questo istituto giuridico a carattere provvisorio col tempo divenne permanente e si trasformò in un usufrutto assegnato ai Commendatari. Nel 1527 il Duca Carlo di Borbone, partì dalla Lombardia per combattere i Fiorentini e il Papa Clemente VII. Giunto a Campoleone, distrusse il castello, il convento, la chiesa e tutto ciò che esisteva nelle vicinanze.

Dopo tanto disordine Giovanni Della Stufa, insieme ai fratelli Angiolo e Pandolfo, ricostruì la chiesa e l’abitazione dell’abate. Tutto il patrimonio rimasto dell'antica abbazia venne ceduto al Cav. Francesco Lodovico Bacci e ai suoi fratelli Ostilio, Lucrezia e Baccio. Questi nobili aretini, sulle rovine della chiesa abbaziale, fecero costruire la villa che, tutt’oggi conserva il nome di Badia e che ospita un sontuoso hotel 4 stelle vicino ad Arezzo.

Nella proprietà dell’hotel Badia di Campoleone rimangono oggi poche tracce della struttura originaria dell’abbazia e del castello: ad esempio, si pensa che la parete esterna dell’attuale cappella della villa sia sorta in corrispondenza dell'abside dell'antica chiesa abbaziale. Il cimitero dei monaci si trovava nell’attuale giardino. Il castello di epoca longobarda, invece, era ubicato all’incirca al limite del terreno detto il chiuso, a nord della villa.

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